Modica

“Un paese in forma di melagrana spaccata; vicino al mare ma campagnolo; metà ristretto su uno spone di roccia, metà sparpagliato ai suoi piedi, con tante scale fra le due metà, a far da pacieri, e nuvole in cielo da un campanile all’altro, trafelate come staffette dei Cavalleggeri del Re…”. Ecco come ce la racconta lo scrittore Gesualdo Bufalino, comisano di origine, ma che a Modica visse la sua adolescenza narrata nel romanzo ”Argo il cieco, ovvero i sogni della memoria”, dove la città, ”palcoscenico di pietre bionde e bianche, il cui corso principale veniva chiamato dagli stessi paesani il Salone”, diventa teatro di sentimenti e gioventù. Modica è una città dalla storia molto “densa” e stratificata riconoscibile in mille tracce architettoniche e urbanistiche, dalla preistoria ai nostri giorni, dai resti rupestri ai palazzi liberty; nel XVI-XVII secolo fu capitale di una grande Contea che confinava con Palermo (uno dei suoi conti impresse un’indelebile segno che ha contribuito a fare di Modica e del suo territorio una realtà libera dal latifondo e successivamente dalla mafia come controllo del territorio), travagliata da terremoti e alluvioni che ne hanno determinato l’aspetto attuale , attraversata da episodi terribili (il pogrom antiebraico del 1474, l’eccidio fascista di Passo Gatta) e da testimonianze positive (le società di mutuo soccorso, il fermento culturale e politico, la resistenza a situazioni mafiose). Ma a Modica si viene anche per vedere bellezze monumentali, come le cattedrali di S. Giorgio e di S. Pietro, la chiesa rupestre di S. Niccolò, i meravigliosi palazzi settecenteschi, così come angoli, chiesette e viuzze dense di storia e di vita umana. I dintorni di Modica sono molto suggestivi, sia per la loro caratteristica campagna con muretti a secco, carrubi e ulivi, sia per la presenza delle “cave”, profondi canions tipici dell’altopiano ibleo, che offrono una flora caratteristica grazie al microclima che vi si trova. Anche il mare fa la sua parte con le sue spiagge sabbiose affacciate sul canale di Sicilia: la foce dell’Irminio, il Covo dei contrabbandieri, Sampieri e la fornace bruciata, la riserva di Vendicari e la tonnara, Eloro: la città greca e la spiaggia paradisiaca.
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