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Apprezzando i coloratissimi disegni dell’artista gli chiediamo un disegno: nasce il simpatico azteco vittorioso che da un grande stendardo accoglie i visitatori nel nostro laboratorio. |
La cioccolata ci piace soprattutto perché intorno ad essa nascono collaborazioni, si rafforzano amicizie, si mescolano e coltivano idee.
Favaré
Questo marchio nasce dalla collaborazione fra Peppe Barone, gastrosofo modicano del ristorante “Fattoria delle Torri” e la Cooperativa Quetzal.
Favaré è all’insegna della relazione:
quella di amicizia fra i diversi soggetti che mettono pensiero e mani per realizzarlo;
quella fra la cultura locale di Modica (con la fava legume nella varietà tipica cottoia) e la cultura centroamericana ( con la fava di cacao) che, pur lontane, nella gastronomia si incontrano.
Favaré è l’idea di creare e sperimentare, di diffondere conoscenza valorizzando le culture locali, di sostenere un’economia in cui equità e diritti siano al primo posto.
Macrobiotici.
La collaborazione con l’Associazione “Un punto macrobiotico” nasce con la produzione di una barretta di cioccolata modicana dedicata per la Società “La Salvia 2” e di un semi-lavorato per le cucine dei punti macrobiotici italiani. La base della nostra collaborazione è l’attenzione alla filiera produttiva integrale (ogni passaggio dal produttore, al trasformatore, al consumatore è tracciabile ed eticamente corretto).
Condividiamo anche l’attenzione alla salute attraverso l’alimentazione che i macrobiotici diffondono.
Man-chò
“cibo degli angeli” “sudore di stelle” “miele di rugiada”
[Il marchio Man-chç nasce dall’incontro fra un produttore di manna referente del presidio Slow Food [www.slowfood.it] di Pollina (sulle Madonie) (Giulio Gelardi) e alcuni produttori dolciari modicani: collegare due prodotti tipicamente siciliani per dare loro reciprocamente forza e respiro.
Vengono realizzati i seguenti prodotti: barretta di cioccolato modicano alla manna, dolcini alla manna.
mannagelardi@libero.it, tel. 0921-425206, www.mannamielegusto.it, negozio “Manna miele e gusto”, Via
Giulio Gelardi produce manna dai 500 frassini della sua terra, proseguendo la tradizione del padre, del nonno e del bisnonno.
Ha inventato un metodo per estrarla più pura, attaccando vicino all’incisione del tronco da cui sgorga questa linfa dei fili di nylon lungo i quali la manna cola, solidificandosi subito. Produrre manna pura ha significato la possibilità di venderla direttamente e quindi di eliminare almeno 4 intermediari.
Delle sue giornate trascorse in campagna commenta: “qua la solitudine non esiste: diventa tutta una curiosità, uno studio. Fare la manna non è solo raccogliere, è una forma di simbiosi….Io se produco qua, di questa terra devo conoscere i fiori, devo sentire il posto….”.
La produzione di manna va dai primi di luglio a settembre. Le incisioni vengono fatte orizzontalmente, a circa 2 cm una dall’altra e iniziano dal basso del tronco, non si devono mai sovrapporre. Per incidere – ntaccare - tutte le sue piante, Giulio ci mette circa 3 ore al giorno.
Storia della manna. La manna è una coltura da Terzo Mondo perchjé sulle Madonie viene prodotta ma tutta la lavorazione viene fatta altrove. Negli anni ’30 e poi nei ’50 ci furono dei boom di produzione (fino a 8000 quintali l’anno) dal momento che sostituì l’olio di ricino con funzione purgante. Negli anni ’30 la manna fu uccisa dalla mannite estratta industrialmente dalla manna, tanto che nel 1928 si rese necessario promulgare una legge che definisse cosa è la manna. Anche nel 1952 arrivò il crollo. Nel 1957 fu creato il Consorzio che raccoglie quella sporca da vendere all’industria, ma curiosamente non ne fanno parte i produttori di manna, bensì i proprietari di frassineti. Il Consorzio sostiene lo sviluppo industriale della manna, quindi non la qualità. La manna industriale pare sia anche un ottimo taglio per eroina e cocaina....
Utilizzo. Nel Medioevo era usata anche per curare malattie della pelle; è un dolcificante adatto ai diabetici essendo priva di glucosio e composta solo da fruttosio; l’azione lassativa però ne limita l’uso ed è la più riconosciuta, data dal fatto che fa aumentare l’acqua nell’intestino. Con le foglie si faceva un tè che funzionava come sostituto della china contro la malaria. Per i greci era l’”albero del miele” e per i nibelunghi era una pianta sacra, magica e primordiale. Essendo la linfa della pianta collocata fra le radici e la chioma, la terra e il cielo, presenta e favorisce un ottimo equilibrio fra yin e yang.
Altraqualità-Amnesty
In occasione del Natale 2006, insieme ad Altraqualità, organizzazione di commercio equo e solidale [www.altraq.it], realizziamo una barretta per le iniziative natalizie di Amnesty International Italia [www.amnesty.it]