La voce dei volontari presenti ad Eurochocolate 2008
SIMONA (MONDO NUOVO, (Torino)
cos'è stato per me modica?
ho deciso di venire in 2 minuti, senza pensarci.
Ero già stata a modica 5 anni fa in vacanza, dovevamo fermarci 1 una notte,
ma alla fine ci fermammo 4 giorni... non riuscivamo più a venire via.
E' stato così anche questa volta, non si era proprio in vacanza, ma la sensazione di sentirsi a casa, quella è rimasta.
E poi lavorare insieme, coinvolti in un progetto, con persone che vivono come me questa sfida del commercio equo, sentirsi rete... ecco cos'è stato per me l'esperienza di modica. Il vivere realmente il concetto di essere
"rete".ELENA (VILLAGGIO DEI POPOLI, FIRENZE)
Per me, i tre giorni trascorsi a modica sono stati un'opprtunità speciale: non solo ho conosciuto persone meravigliose che rendono ancora più bello il posto in cui stanno, ma ho anche potuto assaporare quella tenacia, quella speranza e quella consapevolezza che a mio parere esprimono bene la strada giusta da intraprendere per un mondo più equo e più sostenibile.
Aver collaborato con voi, cari saro&sara, angel&rosa, marcello e piero e famiglie e amici a seguito, mi ha fatto sentire come un costruttore di ponti tra nord e sud, tra ricchezza e povertà, tra ambizioni e realtà. Mi avete confortata e caricata di energia, Grazie tanto per quello che fate, al più tardi ci vediamo l'anno prossimo!
Buon lavoro e avanti tutta!
FRANCESCO (volontario servizio civile Coop. Ex-Aequo, Bologna).
Sono stato a Modica per le ultime due edizioni di Eurochocolate. Di norma si dice che la seconda volta, se la prima è stata stupenda, non è che il rifacimento stanco di modelli cui si è affezionati, in una sorta di rincorsa alle situazioni che hanno dato piacere. Beh, a Modica non è stato così. Il primo anno in compagnia del mio mentore, nonchè grande amico Luca, entrambi materani, abbiamo esplorato costantemente sospresi l'incredibile cultura materiale, intellettuale e relazionale dell'"alternativa possibile" (scusate i termini ma è deformazione professionale) che costruite e offrite naturalmente.
So bene che mi sono e ci siamo fatti conoscere (e spesso riconoscere) per il rapporto apparentemente bulimico col vostro vino. Dalla mia prospettiva, però, la condizione raggiunta a Modica era quella di uno stupendo eccesso nel quale tra ore al cantiere solidale, pranzi da Saro e Sara, discorsi a labbra scure con Giulio, e continuo contatto con i ragazzi del posto, avevo raggiunto il benessere più assoluto, quello vero intendo. Quel benessere fluido nel quale la stanchezza non esiste, quel benessere che viene dalla vita toccata, tua e degli altri. Quest'anno nessuna grossolana riverniciatura, nessun vestito nuovo per la festa, nessun primo anniversario della morte del grande attore con la sfilata di quelli che l'hanno conosciuto, che salgono a turno sul palco, mentre dietro scorrono le immagini dei suoi film più conosciuti. Nulla di tutto ciò, Modica e voi eravate veri ed eravate lì, per fortuna. Ricordare l'anno scorso era piacevole, ma ancor più bello era sapere di esserci in quel momento, senza rincorrere niente.
Quest'anno ho potuto vivere ancora appieno la commistione tra la raffinata cultura alta e la materialità vissuta e quasi epidermica che rappresentate.
Dalla manna, sintesi perfetta tra cielo e terra, alle urla di incitazione a Giorgio che fa i cinque giri nella sua chiesa, sentivo la stessa aria di in un festival di musica popolare, come a Scapoli, a Carpino o a Torrepaduli, prima che arrivassero i turisti e i grandi sponsor, quando erano ricerca prima di tutto. Il pane di Sara, il formaggio, la marmellata d'arance di Marcello, la carne e il vino dei miei amici con i quali ho trascorso il 25 aprile in campagna, quei limoni da mangiare a spicchi con il sale, dei quali non imparerò mai il nome, e la manna di Giulio naturalmente, esprimevano un rapporto quasi di rispetto per la sacralità del cibo, e mi rimandavano continuamente a quelle piante come la vite, l'ulivo o il grano, che per me rappresentano il sacro vero nella terra, cui mi hanno sempre insegnato a presentare i miei omaggi come a una donna che è madre e amante al tempo stesso. E poi ci siete voi singolarmente: grazie. Grazie Sara, ti muovi e parli con l'eleganza della musica di Offenbach nell' Orfeo all'inferno, eppure ti sei posta con me andando oltre i miei evidenti limiti. Grazie Saro per gli sguardi d'intesa, che mi hanno trasmesso la tranquillità che si prova quando si entra in un bar abitato da vecchi contadini che ti riconoscono, ti guardano e ti salutano piano. Grazie Marcello, per l'ospitalità multipla e per aver tollerato sorridendo insieme a tua moglie, senza cacciarmi, la mia confusione e le mie cattive pratiche di vita. Grazie Piero per esserci stato, curandoti di sapere come andava davvero. Grazie Rachele, Rosa e tutti gli altri per aver sorriso delle situazioni imbarazzanti nelle quali mi sono cacciato. Grazie Giulio, per come mi hai fatto passare delle bottiglie di vino stupende, semplicemente parlando di qualsiasi cosa, e grazie per avermi fatto commuovere quando ci siamo salutati, non mi capitava da tempo che qualcuno mi facesse questo effetto. E grazie a tutti gli altri volontari per aver reso incredibilmente divertente il tempo passato insieme.Insomma grazie.
GIGI (ass. Gaia, Napoli)
l'esperienza di quest'anno è stata sicuramente diverso dalla scorsa volta.
stare allo stand istituzionale è stato all'inizio un po’ uno choc,ma
poi mi sono divertito, anche se a volte confesso che mi è venuto il
magone da natale, l'unico periodo in cui sto con un po’ di difficoltà
in bottega perchè spesso non si può parlare a lungo con i clienti.
per il prossima anno giuro che imparerò a descrivere la produzione del
cioccolato anche in francese e imparerò a descrivere la manna in tutte
le lingue, altrimenti mi toccherà parlare sempre della "manna from the
heaven".
Le persone che ho incontrato e reincontrato sono state come sempre la
ciliegina sulla torta di una esperienza che mi è piaciuto rifare e che
rifarò sempre con piacere.
MARTINA (volontaria servizio civile Coop. Mandacarù, Trento)
“Cosa pensano le lombardo/trentine della loro esperienza in terra di Sicilia?”
È questa la domanda a cui rispondere?
Sicuramente le più nordiche nella squadra di volontari - giunti in buon numero a dar man forte ai ragazzi di Quetzal in occasione di Eurochocolate – siamo arrivate a Modica senza grandi certezze di cosa ne sarebbe stato di noi in queste giornate.
L’unica cosa che forse ci aspettavamo era del caos…
Ed effettivamente un allegro caos ha permeato l’intera settimana: tra mille cose da fare, turni da coprire, ciurme di ragazzi e bambini in cui ci siamo trovate catapultate, spiegazioni infinite sulle qualità del cioccolato modicano e sui prodotti utilizzati (perché noi siamo diversi!), chiacchiere serali e pomeridiane di ogni tipo (ma si è parlato tanto e soprattutto di commercio equo, e che bel parlare! Come da tempo non mi capitava più di fare e sentire! Alcune battute rimarranno memorabili).
Per fortuna che a tenere insieme tutto e ad attutire la stanchezza che si accumulava c’erano la serenità di Sara e l’iperattività di Piero, la dolcissima ospitalità che – mi sento di dire – oltre che di Saro e Sara come padroni di casa, è stata davvero di tutti (delle ragazze del laboratorio, della bottega, dei personaggi splendidi legati a vario titolo alla cooperativa, ma anche dei volontari da tutt’Italia che erano a propria volta ospiti).
Il senso più sviluppato a Modica sembra quello dell’accoglienza, e se ne viene subito contagiati!
Assicuro che lasciare Quetzal (ormai un luogo del nostro pensiero) è stata dura e la determinazione che abbiamo di tornare non sono parole al vento! Arrivederci a tutti, allora, e grazie!
Elisa e Martina a Modica: la nostra esperienza
"Può sembrare strano, ma il richiamo del quetzal è arrivato fino alle nebbie venete, guidando noi, Elisa e Martina, fino alla Modica più equa, in occasione della festa parallela ad Eurochocolate, coincisa con il decennale della cooperativa.
Punto di partenza è stata la cioccolata, che ha sempre accompagnato le nostre giornate, dandoci l'energia per affrontare le salite e le discese quotidiane dalla casa di Sara e Saro fino alla bottega e alla bancarella delle Solide Utopie.
L'accoglienza degli amici modicani è stata senz'altro calorosa: Sara e Saro ci hanno sopportate a casa loro; Ettore e Anna ci hanno rinfocillate; Rachele e Piero ci hanno fatto da guida. L'unico a non essere dalla nostra è stato il tempo: altro che sole, Eurochocolate ha portato pure vento e neve! Per fortuna c'erano i pirottini che ci confortavano!
Quante risate con Roberto, Marco e Guido, gli amici di Perugia, ad offrire cioccolata sbraitando lungo il corso. E quante partite a Criminal Mouse con gli scugnizzi Gigi e Ciro. Per non parlare delle cene offerte da Piero e Saro, vere dimostrazioni di ospitalità e convivialità.
Ricordiamo con allegria le serate al banchetto, con Modica illuminata e fiumi di gente, tra scorci barocchi e case di roccia. Mentre ripensiamo a quei bei giorni, ancora non sappiamo cosa preferire tra piretti e pirottini... ma forse ciò che è migliore è l'amicizia dei nostri compagni modicani e non solo!"
Celine Copere (dalla Francia, stage luglio e agosto 2006)
Che bei due mesi, ...non ho lavorato molto tempo però ho approfittato del profumo cioccolato e dell'ambiente caloroso fino alla fine. Della squadra quetzal, the dream team!, conservo un' immagine bellissima, piena di risate! e poi c'è tutta la Sicilia che è bellissima e che consiglio a tutti.
Vorrei dire che cercavo uno stage nel commercio equo per capire di più il movimento equo e solidale e penso che sono capitata proprio nel posto giusto e nella giusta casa! sono arrivata con il mio dentifricio Colgate e ho capito subito di cosa si trattava!!! studio il commercio internazionale all'università (l'opposto brutto cattivo!) e un docente dice: ""non esiste disonestà nel commercio internazionale, esistono quelli che sanno e quelli che non sanno"", infatti, esistono quelli che non conoscono le regole (gli incoterms, i modi di trattare, di pagare,...) e quelli che le conoscono e che cercano di fare soldi con le lacune degli altri.
Mi pare che il mondo che propone il commercio equo valorizza il lato umano più bello, più piacevole, più giusto, valorizza la tolleranza, il rispetto delle culture, l'uguaglianza tra gli Uomini,... Sono un po' influenzata dal mio stage forse! non so veramente cosa scrivere: mi è piaciuto correre attraverso le vie di Modica, bellissima città, ho apprezzato fare, imballare e sentire il cioccolato ascoltando u sicilianu e parlando nei numerosi dibattiti lanciati da Flavio! è una bella lezione di umanità dalla quale ho imparato che c'è un modo di produrre beni dando un ruolo importante a tutti grazie alle loro capacità di lavorare insieme.